Non è che non mi va di lavorare eh, anzi, io sono uno fatto per il lavoro eh.

Ci sono proprio fatto apposta, ce l’ho proprio nel sangue il lavoro, io.

E’ che gli anticorpi non lo riconoscono e lo neutralizzano…

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La Festa del Fallo
E’ considerata una delle più importanti cerimonie del Giappone, rimasta invariata nei secoli. Migliaia di persone si incontrano per rendere omaggio al Grande Pene in legno di cipresso e dare una sfregatina a una pietra simile a dei testicoli che si dice possa esaudire i desideri.
Il Grande Pene e’ un simbolo di fertilita’ molto rispettato e viene fatto sfilare lungo le strade della citta’ da 60 uomini di 42 anni, eta’ considerata sfortunata. Le “fedeli”, solo donne di 36 anni, altra eta’ sfortunata, possono chiedere un “intervento divino” toccandolo, accarezzandolo e baciandolo.

grande pene di legno.
toccare e baciare.
donne.
pene.
baciare.
pene.
legno.
baciare.

uhm…

Sono Pinocchio, sono Pinocchio!!

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Ecco una foto del cast del nuovo “Indiana Jones Alla Ricerca Della Prostata Perduta”

ma perché rovinare così un mito?

sì ok, per i soldi lo so, però dai… uff…

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Il buon Weltroni ha parlato: dopo alcune supercazzole come “L’Italia è piegata e oppressa da nodi strutturali che nessuno sembra in grado di sciogliere” (certo, bravo) e “Ora bisogna rimettersi in cammino e non ci sono due Italie. Non è giusto mettere le bandierine: gli italiani non appartengono a nessuno” (giusto, volevo dirlo io) ha poi invitato gli italiani, a “pensare non a quale partito votare, ma a quale Paese vogliono.”
Il Canada andrebbe bene.

Diliberto invece si incazza e dice: “Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme” bravo, ma Luttazzi già il 23 Dicembre l’aveva capito: “Casa delle Libertà e Partito Democratico si fonderanno per formare il nuovo Partito di Centro. Il nuovo partito non avrà alcun programma.”
Magari dovremmo eleggere Luttazzi.
O forse Luttazzi è Diliberto e si ruba le battute. Però io ho appena rubato la battuta a Luttazzi… O mio Dio, sono Diliberto?

(Se vi chiedete cosa c’entra il titolo: prima c’era una battuta che lo sfruttava, ma poi l’ho tolta per migliorare la fluidità e non ho voglia di scriverne un altro)

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“Altri cappelli… devo comprare altri cappelli… con quali soldi però? mmmh… un disco, sì, devo fare un disco sìsì, ok mi metto al lavoro… allora… vediamo… devo comporre…. ma… mmmmh… niente, non mi viene in mente niente di nuovo da cercare, cosa mi manca? Gli Skunk Anansie li ho già presi, a Joe Cocker già gli ho rifatto High time we went in Diavolo in me e Hitchock railway, Sandpaper cadillac, a Battisti mi sono già “ispirato” per Donne, no. Basta. Ho deciso. Da oggi niente più plagi.
Nel mio nuovo album non ci saranno più “citazioni” basta!
Adesso prenderò direttamente i brani nella loro interezza, ma tradotti in italiano!”

così Everybody’s Got To Learn Sometime diventa Indaco dagli occhi del cielo
un kilo prende gli arrangiamenti de the roots - the seed
California dreamin diventa Cuba Libre
(il ritornello California dreamin’ on such a winter’s day diventa
mi piace la lasagna e poi mi piaci tu un pò di marijuana, sotto il cielo blu… che ovviamente non sta in metrica e deve cantare a casaccio… che uomo…)

Ed è meglio che non vada a cercare ancora o potrei spaventarmi…

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