FAMIGLIA E SOCIETA’ - Questo è il titolo che accompagna il messaggio dell’ex presidente della Cei Ruini ai romani.
Serve a presentare un testo scritto dal cardinale Antonelli per la Pasqua 2007, che campeggia anche al centro dell’ home page del sito internet della Diocesi di Firenze.
Non si usa l’espressione Dico ma Antonelli scrive chiaramente che le esigenze di chi vive in una convivenza di fatto o in coppie omosessuali «dovrebbero trovare risposta nei diritti riconosciuti alle singole persone» mentre «non è giusto che abbiano gli stessi diritti della famiglia, dato che non hanno gli stessi doveri».
Il cardinale Ruini invita alla valutazione della lettera anche da parte anche dei laici. «Le considerazioni qui proposte - scrive - sono in armonia con la fede cristiana ma vengono sviluppate sulla base dell’esperienza e della ragione: possono pertanto essere condivise anche da chi non è credente».
Antonelli lancia l’allarme sulle conseguenze economiche e sociali e culturali («si assottiglierà la trasmissione del nostro patrimonio culturale, proprio quando si diffonderanno altre culture portate dagli immigrati») del calo demografico italiano.
Quindi tutto si limita al fatto che una coppia omosessuale non può avere gli stessi diritti di una famiglia classica perché non possono procreare, a parte che mi pare l’unica cosa che si sono potuti inventare che abbia un minimo di senso purché possano discriminare, ma vabbè: una coppia sposata (magari con matrimonio non religioso) ma che non vuole/non può avere figli non è la stessa cosa? Non va vietato il matrimonio pure a loro?
Una coppia di lesbiche però potrebbe, anche se con aiuto esterno, avere figli, perché non gli riconoscere lo status di famiglia?
Pare solo a me, o si contraddicono da soli?
Fonte: Corriere Della Sera

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