Archivio per la Categoria “Canzoni”


“Altri cappelli… devo comprare altri cappelli… con quali soldi però? mmmh… un disco, sì, devo fare un disco sìsì, ok mi metto al lavoro… allora… vediamo… devo comporre…. ma… mmmmh… niente, non mi viene in mente niente di nuovo da cercare, cosa mi manca? Gli Skunk Anansie li ho già presi, a Joe Cocker già gli ho rifatto High time we went in Diavolo in me e Hitchock railway, Sandpaper cadillac, a Battisti mi sono già “ispirato” per Donne, no. Basta. Ho deciso. Da oggi niente più plagi.
Nel mio nuovo album non ci saranno più “citazioni” basta!
Adesso prenderò direttamente i brani nella loro interezza, ma tradotti in italiano!”

così Everybody’s Got To Learn Sometime diventa Indaco dagli occhi del cielo
un kilo prende gli arrangiamenti de the roots - the seed
California dreamin diventa Cuba Libre
(il ritornello California dreamin’ on such a winter’s day diventa
mi piace la lasagna e poi mi piaci tu un pò di marijuana, sotto il cielo blu… che ovviamente non sta in metrica e deve cantare a casaccio… che uomo…)

Ed è meglio che non vada a cercare ancora o potrei spaventarmi…

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Come i musulmani hanno il ramadam, come i cristiani hanno la pasqua, come i buddisti… ehm… come i buddisti… buddhano… i linuxari ricompilano il kernel.

E’ un processo che in molti evitano ed in altrettanti abusano.
E’ un qualcosa di misterioso, il cui esito è sempre incerto, ma dopo anni di silenzi ed omertà è stato finalmente rivelato a noi tutti la preghiera del kernel, necessaria per completare in modo efficace la compilazione.
Esso va recitato mentre il computer sta ricompilando.

Kernel nostro, che stai in /usr/src ,
sia compilato il tuo codice ,
venga il tuo .config ,
sia fatto il tuo vmlinuz ,
come in /usr/src così in /boot .

Compila oggi
il nostro distro-sources quotidiano,
e non rimettere a noi i tuoi bug
come noi li rimettiamo ai tuoi sviluppatori,
e non ci indurre in tentazione
ma liberaci da windows.
tux.

Nota: Possono seguire bestemmioni da mancata corretta compilazione.

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Caparezza - Ninna Nanna di Mazzarò Apri gli occhi pupo, stai attento pupo, non temere l’uomo nero, non temere l’uomo lupo, non temere l’uomo cupo, temi solo l’uomo astuto.

Lui fa da tutor prende tutto ciò che può, non fidarti nemmeno un po’, non fidarti nemmeno un po’, non fidarti nemmeno un po’ di chi fa come Mazzarò.

Sto parlando di Mazzarò, dico Mazzarò, memorizzalo, se lo ammazzerò già lo so che lo rivedrò come Lazzaro, se ti si avvicina lo spezzerò come pane azimo, anzi no, come pan di zenzero, Mazzarò, come Verga io ti romanzerò. Vuoi la roba? La mia roba, no!

Sono come una velina, non te la do. Nemmeno se fai goal su goal, nemmeno se fai rock & roll, nè se diventi status symbol, nè se ti metti in baby doll, i miei sentimenti non te li do… (ronf)
Aaah! Svegliati! Pargoletto svegliati!

Giù dal letto sennò viene quel maledetto di Mazzarò che quando ero piccolo mi rubò il cavallo a dondolo ed i robot, la Mach 5 go go go, i lecca lecca con i bon bon, il vasino con la pupù, persino il cuculo del cu-cù cu-(swish), Supergulp alla Tv, Grisù, Scooby-Doo, la signora Minù, mi lasciò solo Winnie the Pooh, che se lo ficchi su per il…
Di chi è questo ciondolo? Di Mazzarò. Di chi è il cavallo a dondolo? Di Mazzarò. Di chi è il gioco da tavolo? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò.

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.

Poi di botto fui giovanotto mentre lui in più diventò corrotto.

Con più moneta di un terno al lotto comperò le ditte e l’indotto, fu padrone di ogni prodotto, fu modello di ogni picciotto, “Voglio roba” questo il suo motto, vuole roba?

Che venga sotto, ’sto galeotto stolto, gli do un cazzotto sul volto, restituisca il maltolto, sì, lingotto su lingotto… (pant pant…) Dov’ero rimasto? Ah, sì…

Mazzarò comperò tutto ciò che potè, quando poi volle me, dissi “No”, lui disse “Uè”.

Io chiusi gli occhi per un po’ e con orecchie da Dumbo, ascoltai quel manigoldo che volò via con un Jumbo, spalancando le orbite m’accorsi che coi suoi denari Mazzarò mutò i miei pari in quei dementi dei paninari, fighettini filoamericani con capi firmati, chini come cani con i capi più affermati, svegliati bimbo, via dal limbo degli assonnati che sei tra i suoi trofei più desiderati. Di chi è la banca, eh? Di Mazzarò.

E la casa editrice di chi è? Di Mazzarò. Di chi è l’azienda tessile? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Eh già, di Mazzarò.

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.

La mia donna, bella donna, pure in unisex, a letto siamo un Mulinex, la metto a cuccia come Rex, col mio Vix-Synex vado spedito tipo Fed-Ex e vivo momenti piccanti emulanti il Tex-Mex. Ma in un multiplex vide Mazzarò con due transex, lui le disse “Ti porto ad Hollywood come il Frankie di Relax, beviti un paio di Beck’s e facciamo del sado-sex”, e da quel giorno fu la mia ex, dura lex. Bù! Spaventati, non farti comprare da Mazzarò, non cedere al suo Rococò, nè ai contratti Co.co.co., gurugurugù qua qua no no, questo pupo non te lo do, gli sto insegnando il metodo che a te farà da antidoto. Mazzarò ha comprato tutto non gli manca niente, è proprietario di ogni ente anche inesistente, è un avido chirurgo che vuole il cuore della gente. Tu resta sveglio perchè lui fotte il dormiente! Di chi sono le pensioni? Di Mazzarò. Le comunicazioni? Di Mazzarò. Di chi sono i cromosomi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò.

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.

Chissà chi è il Mazzarò di oggi, che è ben più pericoloso del Mazzarò di Verga: vuole il potere, e non la roba.

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