Il buon Weltroni ha parlato: dopo alcune supercazzole come “L’Italia è piegata e oppressa da nodi strutturali che nessuno sembra in grado di sciogliere” (certo, bravo) e “Ora bisogna rimettersi in cammino e non ci sono due Italie. Non è giusto mettere le bandierine: gli italiani non appartengono a nessuno” (giusto, volevo dirlo io) ha poi invitato gli italiani, a “pensare non a quale partito votare, ma a quale Paese vogliono.”
Il Canada andrebbe bene.

Diliberto invece si incazza e dice: “Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme” bravo, ma Luttazzi già il 23 Dicembre l’aveva capito: “Casa delle Libertà e Partito Democratico si fonderanno per formare il nuovo Partito di Centro. Il nuovo partito non avrà alcun programma.”
Magari dovremmo eleggere Luttazzi.
O forse Luttazzi è Diliberto e si ruba le battute. Però io ho appena rubato la battuta a Luttazzi… O mio Dio, sono Diliberto?

(Se vi chiedete cosa c’entra il titolo: prima c’era una battuta che lo sfruttava, ma poi l’ho tolta per migliorare la fluidità e non ho voglia di scriverne un altro)

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