Finito il natale, posso smettere di essere più buono. (Come se lo fossi mai stato)
E’ tempo di riversare un po’ di pessimismo su questo blog.
Tra perdite e svalutazioni le maggiori banche mondiali quest’anno dovrebbero registrare un passivo di quasi cento miliardi di dollari, 97 miliardi per l’esattezza, destinato a salire fino a 131 miliardi se si avverassero le previsioni più pessimistiche espresse dagli analisti.
Aggiungiamoci l’ombra della stagflazione.
I grandi giacimenti petroliferi che stanno per finire. L’uranio che scarseggia, quello che viene usato è gentilmente concesso da Putin che smantella i missili. Il gas non è messo tanto meglio.
Economia che gira a fatica e che presto verrà ancora più mazzuolata dalle ulteriori difficoltà energetiche.
Puntare sul bioetanolo? Buona idea. Ottima. Peccato che non c’è spazio per coltivarlo. Deforestare l’amazzonia o togliere quel poco di cibo che si coltivano nelle “loro” terre i poveri del terzo mondo? (ma poi, quali sono il primo ed il secondo? non l’ho mai capito… illuminatemi.) Forse non è il caso eh?
Passiamo ad eolico e fotovoltaico, buona idea, sì. E poi?
Non so, in giro si legge di tanta gente che si lamenta del petrolio qua, petrolio là, la benzina la benzina la benzina!
Ma col petrolio si fa solo la benzina?
Se non sbaglio ci si fa pure la plastica, no?
Mi guardo attorno.
Sotto le mani la tastiera. Plastica.
A destra la stampante. Plastica.
A sinistra il computer. Metallo e tanta plastica.
Il telefonino, plastica, il caricabatterie del telefonino è di plastica, la fonera è di plastica, la custodia del cd è di plastica.
Troppa.
Meglio mangiarci su qualcosa.
In frigo non c’è nulla che mi vada di mangiare ora. Però è tutto richiuso in bei sacchettini di nylon. Plastica.
Cala la produzione di petrolio, aumentano i costi dei carburanti e della plastica.
TUTTO è fatto di plastica oggi, se il prezzo aumenta troppo è la definitiva morte del consumismo.
La morte dell’economia, il ritorno alla sussistenza.
La morte dei miracoli. (cit.)
Boh sì vabbè potrei anche continuare ma non c’ho più voglia, lo scenario che intendevo prospettare con questo post credo si sia inteso, come potrebbe andare avanti potete immaginarlo.
Ora, Sintesi, dimmi qualcosa di ottimistico per farmi cambiare idea. Subito.

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Se i derivati del petrolio cominciano a scarseggiare, almeno una conseguenza positiva ci sara’: che riciclare la plastica sara’ sempre piu’ necessario, fino a diventare magari obbligatorio.
già già, io mi immagino i cacciatori di plastica, novelli cacciatori d’oro già visti in america che setacciano la sabbia in spiaggia in cerca di sacchetti coi loro plastik-detector…
avevo anche pensato che sarebbe una buona idea iniziare ad “accumulare” plastica, se uno avesse lo spazio, in quanto in futuro diventerebbe quasi merce pregiata, se non fosse che se ne trova sparsa ovunque; ed ora che finisce quella che si può raccattare…
Gia’. Ma prima o poi dovra’ accadere e sara’ un curioso effetto: il mondo impoverito, reso di nuovo piu’ grande dalla difficolta’ degli spostamenti, magari in preda a scoppi di guerre qua e la’, ma via via piu’ pulito, man mano che si raccatta la plastica buttata. Non so se cio’ sia consolante…
si starà peggio. quindi si starà meglio, in quanto si stava meglio quando si stava peggio.
sono ottimista.
No, sei fulminato. °_°
mi reputo offeso :°(
vojo la mamma