Archivio per la Categoria “lavoro”

- Scusi?
- Mi dica.
- Se prendo un portatile, posso pagarlo?

- *suono gutturale di parola strozzata in bocca* undefined…..Deve.  (detto col tono più greve immaginabile)
- No ma dicevo, posso pagare con
(fa il segno dei soldi con la mano)
- Ah, sì, certo
- E con l’assegno?
- Sì…
- E con carta?

- Ehm… sì, qua passa tutto…
- No ma intendevo, devo avere la tessera?

- Senza tessera non sarebbe neanche potuto entrare.
- Ce l’ha un mio amico!

- Mh, certo. (Ce l’aveva davvero…)

Dopo un po’:
- Ma questo ce l’ha la webcam?

- No.
- E questo?

- Neanche.
- Ma se ce l’ha è meglio?

- Se la usa, sì, è meglio…
- Io la uso!

- Allora è meglio…
- Ma se non ce l’ha, una la posso aggiungere?

- Sì, le trova nello scaffale qua dietro.
- Ma io già ce l’ho!

-
(E’ andata davvero così. mancava solo il coso che rotola. ok, anche il cactus.)

Ancora dopo un po’, arriva coi suoi amici:
- Abbiamo deciso, prendiamo questo!
- Ah, bene, lo vado a pren..
- Ma è meglio uno fisso?
- Dipende… (ma non avevi deciso di prendere, e pagare, il portatile?)
- Ma sul fisso posso collegarci la web-cam?
- Sob…
- ?
- Ehm, sì.
- Allora voglio questo qui totalmente-imballato-che-non-si-vede-com’è-fatto. Ma com’è fatto?
- E’ come quest’altro qua, in esposizione, esteticamente.
- E’ lo stesso?
- No, sono solo uguali esteticamente.
- E cosa cambia?
- I componenti
- C’è la webcam?
- … …Nei fissi non c’è mai.
(Viaggio nella mente di boico: crepa bastardo!)
- Beh, prendo quello esposto (ma non volevi l’altro? e prima l’altro ancora?), ma c’è la tastiera?
- Sì…
- E il Mouse?
- Sì. e no, non c’è la webcam. Prendo la scatola?
- Sì, grazie.

Dopo altri 10 minuti di imballaggio se n’è andato l’incubo della giornata. Almeno se l’è comprato…

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- Mi scus’!
- Bitte?
- Mi scus’!
- Ja?
- Mi scus’!
- Mi dica….
- Ho vist ca ce stann tre tivvì in offerta sul catalogo ca mandate
- Uhm… sì beh, quelli che abbiamo son…
- Erano 32 pollici e fullaccaddì
- Uh, sì beh… uhm… ora che abbiamo da 32″ e FHD… c’è… solo il samsung: questo. e non è in offerta.
- Ma ce ne stavano tre sul catalogo! Erano della Filìpps
- Ehm… Ora abbiamo solo questo Samsung.
- Ma erano sul ca
- Chiedo al mio collega.

- S.? c’è un cr….liente che chiede se c’è in offerta qualche tv 32″ FHD, ce l’abbiamo un catalogo qua? Io ancora non l’ho visto quello attuale..
- Ehh, è andato giù M. a prenderli, comunque erano in offerta la settimana scorsa.
- Ma io li ho vist sul catalogo, erano tre da 32″ (Mi aveva seguito.)
Lascio parlare S. è lui l’addetto all’insulto clienti.
- Sì, ma la settimana scorsa, ora c’è solo il samsung.
- Ma io parlavo il Filìpps
- Della Philips avevamo in offerta il 42″
- Ma io parlavo il piccolo.
- Non ce l’abbiamo.
- Della Filìpps.
- Ok, ma non ce l’abbiamo.
- Sul catal..
- C’era in offerta il 42″
- Ma io parlo il piccolo
- Non ce l’abbiamo!
- Ah, nun ce ‘avete?
- No!
- Ah! Graz’

E se ne va.

- E poi si offendono se gli rispondi male…
- E’ leggittima difesa.
- No cioè, ma che lingua parlava?
- Boh… Ma se li insulto posso dire che mi hanno provocato insultando la mia intelligenza con 5 minuti di risposte assur…

Torna.

- Ma i 32″ Fillìps vi arrivano?

- No.
- NO.

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- Pace amore e rock’n'roll
- Ehi ciao! chi si rivede…
- Ciao S. ma che ci fai tu qui? Non dovrebbe essere la settimana di M.?
- E’ ancora malato
- Ancora? Ma non l’avevano debellato il vaiolo?
- Eh… ma perché cammini così?
- Ho dimenticato la cintura a casa…
- Mettiti di pancia sulla reggiatrice e reggiati!
- Hmmmmmmmm….

*La reggiatrice è la macchina che serve per mettere quel nastro bianco attorno alle confezioni, per tenerle chiuse ed evitare che i cretini clienti le aprano.

Alla fine ne ho tagliato un pezzo col taglierino e me la sono legata improvvisando la cintura…

Vabbè, passiamo ai clienti:
- Ciao!
- Ronf zzzeh? cos? ah… ciao, dimmi pure
- Mi serve un autoradio
- Ah sì, sono lì nella vetrina più avan..
- Con lo schermo azzurro!
- Con lo schermo azzurro?
-
- Ah. Ok, vediamo cosa c’è…
Guardo le autoradio, ovviamente sono spente, e chi lo sa il colore…
Guardo lui, lui guarda le radio, riguardo le radio. Lui guarda me. Guardo lui.
- Beh… vado a vedere sulle confezioni in magazzino…
- Ok!
Apro la gabbia (sì, abbiamo le gabbie. e allora?), sposto 5 carrelli che mi bloccano la strada, apro l’altra gabbia, raggiungo le radio: Azzurra, azzurra, azzurra, azzurra, azzurra… niente. Mi giro, butto giù una scatola di caricabatterie. Bestemmie sparse. Dal fondo del magazzino si alza un “Salute!” come risposta. Torno fuori.

- Ehh no, guarda, azzurre non ne abbiamo… sono tutte bianche su sfondo nero, mi spiace.
- Oh, va bene! Basta che non siano rosse!
- Che non sian…….
- Prendo questa col bordino grigio!
- Grigio.
..Ok.
..Torno subito.
Rientro perplesso. La prendo. Guardo la scatola. Chiudo gli occhi. Li riapro. Guardo i tasti.

Autoradio. Coi tasti. Rossi.

Sono Rossi.
- AAAAAAAAAARRRRGGGGGHHH
Vabbè… Vado dal cliente…
- Guarda, purtroppo da accesa ha i tastini rossi…
- Oh… beh, va bene!
- Eh? cos? ‘a bene?…. ma non?.. ma sono ross… azzurr… bordo gri… mma… ehm… beh.. ok… è… è..è… è da pagare qui, seguimi…..

Sarà una lunga giornata.

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Ok, ho deciso che scriverò tutti i deliri lavorativi presenti passati e futuri.

Comincio con gli arretrati.

Sto tornando dalla pausa, salgo le scale mobili e passo davanti al reparto brico. Incredibilmente non mi aveva fermato nessun cliente per chiedermi dove sono i tappi delle lattine o cose simili.
Mai cantar vittoria.

- Scusi!
- Sbuff
- Scusi!
- Mi dica.
- Dove posso avere un camice bianco?
- Eh? Un camice bianco?
- Sì, come quello che ha addosso lei ora!
- Oh, allora basta che va all’ingresso e compila la richiesta di assunzione, quando comincia gliene daranno tre.
- ………….
- …
- ………….
- Nel reparto di là.
- Grazie, arrivederci.
- ‘ngiorno…

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Un vecchio post… mai finito e mai pubblicato. Non credo ne avrò più la voglia, ma mi piace come l’avevo scritto, quindi lo pubblico così.

E’ sabato 11 ottobre. Sono le 15.56. Entro 4 minuti devo essere dal lato opposto della metro, timbrare e salire in reparto. Non ho ancora bevuto il caffè.
Vabbè, metto la chiavetta nella macchinetta, premo il pulsante per aumentare lo zucchero e scelgo la bevanda 14. Caffè macchiato.
La mia collega mi dice di sbrigarmi… uff… non mi scompongo e andando verso l’uscita e poi l’altra entrata bevo il caffè. Se uno dei capi m’avesse visto mentre mi aggiro fuori dal negozio col camice addosso ed un caffè in mano ora sarei disoccupato, ma non è successo. Purtroppo.
Arriviamo all’entrata, faccio l’ultimo sorso -la mia collega intanto m’ha lasciato indietro per timbrare in tempo- bevo anche tutta la schiuma, butto il bicchiere e vado a timbrare. 15.59.
Saliamo in reparto. Qualcosa non va. Mi guardo attorno e trovo mobili per aria, clienti impazziti, dipendenti nel panico… ed il riscaldamento acceso. Supero una serie di tedeschi, che cercano di conversare con il collega indiano -indiano d’america- dell’abbigliamento, camminandogli sui Lederhosen ed arrivo al mio bancone. Trovo tutti senza camice -cosa che potrebbe costare il licenziamento, sia chiaro-. Stupito dalla visione esordisco con un Fontecedrico “Ma qui è california! Ragazze con bikini! Còòsmico.” dagli sguardi degli altri comprendo che non hanno colto la citazione. O cercano le ragazze in bikini… difficile dirlo.
11 Ottobre, 16.01, 26°C e spicci. Passi il reparto sottosopra a causa della ristrutturazione ed i clienti che girano in tondo negli spazi vuoti da giorni, ma il riscaldamento no!

Scusi! – Ah, sì, mi dica pure! – Scusi, guardi… le faccio vedere una cosa – – Qui siamo alla Metro – – ci sono tante cose – – ci sono gli scaffali – – le corsie – – qua le cartucce – – qua i televisori – esatto – e qui le batterie – stupefacente – e qui però..ah.
E qui il gentile signore vede la (presumo) moglie che sventola una batteria ricaricabile, quindi esclama “eh! a forza di guardare le abbiamo trovate!” – stupefacente vero? – Eheh.. sì beh, se ha bisgogno mi chiami pure! – sì… me ne ricorderò.. grazie… – Perché noi ai clienti ci teniamo! – ehehe… sì… giusto… ora vado di là che mi chiamano eh? Arrivederci… -

[Capisco possa sembrare assurdo, ma quello scritto in corsivo sono io, mentre quello normale scritto non in corsivo è il cretino cliente...]

Me ne vado un po’ perplesso, decido che sistemare i cd nel banco sia la cosa migliore. Così anche se suona il telefono di là posso dire che non lo sento e quello del reparto Tv non squilla praticamente mai, praticamente nessuno conosce l’esistenza del numero interno 567 potrebbero anche toglierlDRIIIIIIIIIIN -mapporc- Vabbè.. e rispondiamo.. “Computer.” (è la forza dell’abitudine, sono abituato a rispondere di là e non mi viene istintivo dire “Tivvù“, comunque dall’altro capo del telefono decidono di urlare “Sìììììììììììììììììììììììì?!?” (legge di compensazione cosmica, io ne avevo detti troppi al cliente di prima) che mi fa perdere tre dozzine di decibel di udito.
Sorvoliamo sul fatto che sia lei a dire “sì?” attendendo risposta quando è stata lei a chiamare. Io ed il mio udito ci riprendiamo e lei decide di recuperare il tempo perso in attesa sparando a raffica un “cinqueseisetteallortofruttanonccènnessuno” – Rallenty: “567, all’ortofrutta non c’è nessuno” – per qualche decimo di secondo macino l’informazione e tento di comprenderne il senso, non cedo alla tentazione di rispondere “166 gli autoaccessori sono affollati” e mi limito ad un laconico “Beh, mi dispiace, ma qua sono i Tv…” – “ah… ok. Click tuu tuu tuu tuu “… Mah?

quel giorno ne erano successe di tutti i colori, ma ho trascritto solo queste poche cose…

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