“Sì, è una fotocamera, sì, costa 20€, sì, certo che fa schifo, costa 20€, che definizione vuole che abb” “Scusi lei!
Stavo cercando di convincere un cliente a non comprare quel giocattolino che spacciano per fotocamera, quando un individuo col naso dalla forma strana si piazza tra me e l’altro cliente, cristallizzandosi.
Si ferma lì, con il viso rivolto leggermente verso l’alto, tanto per permettermi di vedere meglio il suo naso, e mi fissa. Resto a fissarlo anch’io per circa 10 lunghissimi secondi, forse si aspettava che gli domandassi qualcosa, non so.. comunque ad un certo punto si sblocca:
Dove sono le cassette sporche?
“..’ssette sporche….? Come?”
I film sporchi! dove sono?!
“Ah! No, non ne abbiamo (cassette? ma esistono ancora?)”
Ma ho visto lì che avete i galabuscio sanaffati vicino ai cafaledicci” (non saranno state queste le parole, ma ho capito esattamente quel che avete capito voi leggendo: nulla, a parte il “vicino a”)
“Erhmmm… no, non le abbiamo…”
Ah quindi non c’entra?
“Eh, no. (ma non c’entra cosa?? che diavolo avevi detto?) ”
E dove le trovo allora?
“Non le abbiamo”
E in che reparto le trovo?
“No, proprio non le abbiamo”
Ah non le avete?
“Eh…. Già (accidenti, come mestiere dovrà fare l’indovino)”
Ah….. :( Allora niente. Salve!
“Io devo andarmene da qui….”
“Come?” (è il cliente a cui parlavo prima… che nel frattempo ha girato e rigirato la camera in mano apparentemente senza accorgersi di null’altro)
“Eh? Ah! No… dicevo che la fotocamera non è un granché ma se le interessa deve pagarmela qua, ha la tessera? Sì, si paga qua… Come? Vuole sapere dov’è il centro assistenza?! di una fotocamera da 20€?! Io devo andarmene da qui…”

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