Riprendo a scrivere sul blogghe, (sono riuscito anche ad aggiornare wordpress, wow) ringraziando guerriero per aver sistemato i problemi col database e come sempre per la disponibilità dello spazio.
Cito un testo del 23 febbraio, ma che mi era piaciuto tantissimo, l’ho sentito a Condor, sono andato a cercarmelo, ed ho visto che l’autore, Massimo Gramellini, è uno che scrive cose davvero sensate.
Il titolo di quest’articolo è davvero, a mio avviso, bello: Le Indignazioni Inutili.
Vergogna, il ministro ha cambiato in corsa una legge pur di consentire alla Rai di pagare i compensi milionari di Pippo Baudo e Michelle Hunziker. Peccato che i presentatori del prossimo Sanremo non guadagnino certe cifre in virtù di una congiura cosmica, ma perché molti di noi seguono i loro programmi, leggono i pettegolezzi che li riguardano e comprano i prodotti a cui fanno pubblicità. Vergogna, i partiti dello «zero virgola» dettano condizioni assurde e fanno cadere i governi. Peccato che esistano perché molti di noi li votano: l’idealismo suicida o il calcolo di bottega che giustamente attribuiamo alle loro scelte parlamentari sono gli stessi impulsi che inducono milioni di persone a indicarli sulla scheda, invece di concentrarsi sui simboli maggiori. Due esempi di attualità fra i tanti, per ribadire la più impopolare delle prediche: il sistema che ci sovrasta non è frutto del complotto di un’élite, ma il risultato di milioni di scelte individuali. E finché queste scelte – in famiglia, sul lavoro, alle urne, davanti alla tv – verranno compiute senza coscienza, cioè senza rendersi conto che il principio di causa ed effetto le tramuterà in eventi a noi sgraditi, saremo condannati a ripeterle all’infinito, all’infinito lamentandocene con il tipico mormorio dei perdenti: attribuendo ad altri la responsabilità di ciò che dipende anzitutto da noi. Se solo lo capissimo, diventeremmo i padroni della nostra vita. Augh.
Le Indignazioni Inutili…. quanto mi piace… e se glielo rubassi come titolo per il blog?
(che bella questa nuova versione dell’editor, non mi sbarella più i cite)

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Gramellini mi piaceva moltissimo quando lo leggevo su Specchio della Stampa, svariati anni fa.
Mi dispiace constatare che si e’ bollito il cervello pure lui.
Non riguardo a Sanremo, eh, che ha perfettamente ragione, ma circa il votare i partiti dello “zero virgola”, come li chiama lui, “invece di concentrarsi sui simboli maggiori”. In questo modo da’ corda all’interpretazione che va per la maggiore adesso, e che fa tanto comodo, appunto, ai partiti dei “simboli maggiori”, secondo la quale i governi cadono perche’ i partitini dettano condizioni assurde.
Parliamoci chiaro: questo governo e’ caduto per le manovre di Andreotti e dei suoi accoliti. E Rossi e Turigliatto, tacciati di traditori, sono gli unici che *non* hanno tradito il mandato degli elettori; e peraltro, anche se avessero votato a favore, non ci sarebbe stata comunque la maggioranza, quindi e’ un falso problema, strumentalizzato ad arte.
Questo dare addosso alle minoranza parlamentari fa il gioco sia della maggioranza che dell’opposizione e quindi tutti d’accordo, compresi i media. In questo modo il dissenso viene marginalizzato sempre piu’, perche’ non ha piu’ alcuna espressione in parlamento. Questo significa che gli elettori non possono davvero scegliere, come vorrebbe Gramellini, perche’ alcue istanze vengono di proposito marginalizzate e non trovano spazio nei programmi politici (vedi questioni come le basi militari straniere in Italia, i pacs e via dicendo).
Che noi alle elezioni non si possa “scegliere” è sicuro, anche se fingono di non esserlo sono tutti uguali, il discorso suo però lo trovo molto giusto se applicato in generale alla vita.
Quello dei partitini che dettano condizioni poi è un falsissimo problema, se non avessero voluto queste rogne con quei partiti, non dovevano prenderli dentro alla loro coalizione, se sono lì è perchè gli avranno promesso qualcosa…
Sono li’ perche’ in sede di elezioni fanno comodo, in quanto intercettano una massa di voti non indifferente. Poi quando si tratta di governare si accantonano. Se *non* li prendessero all’interno della coalizione ci sarebbe una certa dispersione di voti e forse qualcuno si accorgerebbe che c’e’ una fetta discreta dell’elettorato a cui non stanno bene i programmi fumosi degli schieramenti maggiori; il che sarebbe pericoloso. Quindi vanno cooptati, per poi ignorarli o usarli come capro espiatorio, in casi come quello recente.
Questo sistema elettorale e’ strutturato apposta per comprimere le posizioni “minoritarie” (anche quando non lo sono) e spostare al centro.